I timori per l’economia cinese affondano la Borsa di Tokyo

I timori per l’economia cinese affondano la Borsa di Tokyo

La flessione dell’8,8% registrata ad agosto dagli utili delle grandi industrie cinesi riaccende sui mercati i timori per le conseguenze del rallentamento della seconda economia mondiale. Le piazze finanziarie asiatiche si presentano quindi tutte negative a fine seduta. Le vendite si concentrano soprattutto sul comparto minerario, con Glencore che precipita del 26% sui circuiti hongkonghesi, mentre a Sydney, la cui borsa cede il 2,75%, Bhp Billiton e Rio Tinto perdono rispettivamente il 6% e il 4%.

La `sindrome cinese´ continua quindi a estendersi alle economie che più dipendono dalle esportazioni verso Pechino, compreso il Giappone. A Tokyo, che ha chiuso in calo del 4,05%, figurano quindi tra i titoli più venduti la compagnia petrolifera Jx Holdings (-3,93%) e il costruttore di macchine agricole Kubota (-6%). La borsa di Shanghai perde l’1,95%, Shenzhen arretra dell’1,40%, Hong Kong scivola del 3,35%, Seul segna -0,22%.

Avvio di seduta negativo per Piazza Affari. L’indice Ftse Mib cede l’1,17% a 20.516 punti. Completamente in rosso il paniere delle blue chips ad eccezione di terna (+0,47%). Deboli Fca (-3,77%) ed Mps (-2,51%). Deboli anche gli altri mercati europei.

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