Auro Palomba: “Terza bocciatura per Formica”

Auro Palomba: “Terza bocciatura per Formica”

L’opinione di Auro Palomba sulla prima giornata di applicazione del provvedimento

Il ministro Formica blocca Piazza Affari. Il nuovo decreto legge sui “capital gains” reiterato venerdì scorso, ha avuto come prima immediata reazione della Borsa un netto calo delle compravendite. E la seduta di ieri si è conclusa poco dopo mezzogiorno, con un volume degli affari stimato in circa 65 miliardi di lire. I prezzi sono risultati poco variati, e l’indice Mib ha chiuso al nuovo minimo annuale di 951 punti, in calo dello 0,11% su venerdì scorso. Gli operatori non hanno infatti gradito le variazioni accorpate all’ultimo minuto nel decreto, ritenute troppo penalizzanti, e fra le “corbeilles” sta di nuovo montando la protesta, analoghe a quelle che avevano provocato la chiusura del mercato per alcuni giorni nello scorso autunno”. In pratica gli agenti di cambio non ritengono che il nuovo decreto, il terzo della serie, sia migliore rispetto a quelli precedenti. Se da un punto di vista funzionale il loro lavoro è stato semplificato, eliminando la funzione di sostituti d’imposta, dall’altro critiche sono piovute su ambedue le possibilità che sono state riservate agli investitori. Il sistema analitico è infatti più conveniente, perché permette la deduzione della plusvalenza, ma è anche vero che questo sistema implica la denuncia sul modello 740, molto temuta dai risparmiatori. Dall’altra parte il metodo forfettario, soprattutto al principio, potrebbe riservare sorprese a chi lo scegliesse. Da ciò discende l’incertezza e la conseguente inattività del mercato. Il decreto sui “capital gains” è stato l’argomento anche di un convegno che si è tenuto ieri pomeriggio a Milano, organizzato da Italia Oggi. Erano presenti il presidente della Commissione Finanze della Camera, Franco Piro, agenti di cambio come Alex Compostella e il presidente dell’ordine degli agenti di cambio di Milano, Carlo Pastorino, e il presidente dell’associazione procuratori di Borsa, Tito Rainis. Quasi tutti non hanno risparmiato critiche al ministro Formica. Anche Piro, dove avere ammesso che “il decreto è un fatto positivo rispetto a quelli precedenti anche perché accoglie un principio di orizzonte transitorio determinato dell’entrata a regime delle Sim”, ha osservato che altri emendamenti sono necessari. “Ho deciso di riferire io stesso davanti alla commissione data la rilevanza del lavoro che abbiamo fatto finora e di quello che ci resta da fare. Dobbiamo ridurre gli inconvenienti ad orologeria, che al di là delle intenzioni del Governo potrebbero favorire la finanzia d’assalto e la speculazione al ribasso. Dico al di là delle intenzioni perché per usare una parola giapponese il perfetto harakiri dovrebbe favorire il ribasso e dunque la riduzione del gettito”. Piro ha anche detto che riproporrà l’aliquota dei titoli di Stato. Tito Rainis, dopo aver rivolte critiche al decreto, ha invece fatto capire che i procuratori potrebbero decidere un nuovo sciopero delle contrattazioni. Un giudizio parzialmente negativo al nuovo decreto è venuto da Confindustria. Il direttore generale Innocenzo Cipolletta ha in particolare criticato le aliquote, ritenute “eccessivamente alte soprattutto se confrontante con quelle di rendite finanziarie come i Bot, ferme al al 12,5%. Inoltre vi è una componente inflazionistica di cui bisognerebbe tenere conto. È positiva l’apertura a far compiere una scelta fra forfeit e regime analitico e l’aver reso il forfeit meno artificiale di quello precedente. Noto poi che è stato ridotto il livello di documentazione necessaria per gli intermediari, che non sono più sostituti d’imposta”.

FONTE: Il Messaggero
AUTORE: Auro Palomba

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