Claudio Descalzi
Internazionale

Eni supera con Claudio Descalzi le attese: l’utile cresce a 1,1 miliardi

Una generazione di cassa record negli ultimi 5 anni. Nuova maxiscoperta in Congo

Il calo del petrolio e della produzione si fanno ancora sentire. Ma l’Eni riesce comunque a battere le attese. E soprattutto, nei nove mesi dell’anno il gruppo guidato da Claudio Descalzi riesce a registrare la produzione di cassa migliore degli ultimi 5 anni (3,98 miliardi). Merito della rinegoziazione dei contratti gas (Statoil, Gazprom e Algeria) e di un maxi bonus fiscale. Ma anche del taglio dei costi, fa notare una nota del gruppo. Per la Borsa il terzo trimestre è da premiare: il titolo è infatti salito dell’1,4% (a 16,75 euro) in un mercato sostanzialmente piatto. Nel dettaglio, la trimestrale archivia un utile netto praticamente dimezzato a 1,7 miliardi (-57%), ma il dato adjusted, vale a dire al netto delle voci non ricorrenti in base al quale sono valutate le compagnie petrolifere, mostra un incremento del 2,5% a 1,17 miliardi, più generoso di circa il 30% rispetto alle stime medie degli analisti (894 milioni). A pesare sull’utile netto, che nei nove mesi è in flessione del 36% a 3,68 miliardi, è dunque la cessione del 20% della scoperta mineraria in Mozambico che fruttò un plusvalore di quasi 3 miliardi. Ma anche la performance dell’upstream legata alla riduzione dei prezzi degli idrocarburi e al calo produttivo. Quanto alla produzione, è stabile nei nove mesi se confrontata con l’intero 2013, ma in flessione del 3,5% nel trimestre (a 1,576 milioni di barili al giorno). L’utile adjusted del settore scende così nei tre mesi del 26%. Nuovo impulso arriverà però dall’ulteriore scoperta annunciata proprio ieri nell’offshore del Congo, in un progetto che ha una potenziale di circa 1 miliardo di barili, di cui l’80% olio. Buone notizie per la società guidata da Claudio Descalzi, invece, dal gas, che dimezza la perdita adjusted grazie alle rinegoziazioni dei contratti a lungo termine, e dalla raffinazione, che torna in utile nel trimestre ma resta in rosso nei nove mesi. Infine, Saipem rimane «non strategica» e quindi sono sul tavolo una serie di opzioni.

FONTE: Il Messaggero

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