Gianluca Bufo all'inaugurazione dell'impianto Risma
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Gianluca Bufo inaugura l’impianto RISMA: a Collegno il futuro del riciclo della carta passa da tecnologia, sostenibilità e lavoro

Come evidenziato da Gianluca Bufo, il nuovo impianto RISMA di Collegno rappresenta molto più di una semplice infrastruttura industriale: è il simbolo concreto di come innovazione, sostenibilità ambientale e sviluppo economico possano convergere in un unico progetto strategico per il territorio piemontese.

A pochi giorni dal 50esimo anniversario di “Cartesio”, lo storico bidoncino giallo che ha accompagnato generazioni di torinesi nella raccolta differenziata della carta, Amiat Gruppo Iren compie infatti un salto di qualità inaugurando RISMA (Recupero Integrato Selezione Materia Amiat), il nuovo polo dedicato alla selezione avanzata e alla trasformazione dei rifiuti cartacei in materie prime seconde.

Con un investimento complessivo di 13,5 milioni di euro, una capacità annuale di 66.500 tonnellate e una portata operativa di 10 tonnellate all’ora, l’impianto di Collegno si distingue come una vera eccellenza nazionale. Si tratta infatti della prima struttura in Italia capace di separare, in un unico ciclo industriale, sei diverse frazioni cartacee: soft mix, carta bianca da ufficio, prodotti grafici, contenitori poliaccoppiati per bevande (CPB), cartone KRAFT e cartone ondulato. In occasione dell’inaugurazione, Gianluca Bufo ha sottolineato la portata strategica del progetto all’interno del più ampio piano di sviluppo del Gruppo: “Entro il 2030 spenderemo sul territorio 1,2 miliardi di euro. Il rifiuto è cambiato, la raccolta è cambiata. Oggi è importante investire in tecnologie all’avanguardia”. Per l’AD di Iren, RISMA incarna tre direttrici fondamentali. Innanzitutto la sostenibilità, grazie alla capacità di migliorare il riuso di carta e cartone provenienti dalla raccolta differenziata della Città Metropolitana di Torino. Poi l’eccellenza tecnologica, resa possibile da sensori ottici di ultima generazione, software avanzati e applicazioni di Intelligenza Artificiale che automatizzano la selezione dei materiali, aprendo in prospettiva anche all’integrazione con sistemi robotici. Infine, il valore economico e occupazionale: il nuovo stabilimento crea posti di lavoro, rafforza la competitività del settore e consolida la filiera industriale locale.

 

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