Aziende Crescita

Modulblok, Mauro Savio: mezzo secolo di scaffali, dal legno per la Rinascente ai magazzini di 26 metri

Nel 2025 il gruppo friulano ha toccato 42,9 milioni di fatturato. Mauro Savio, che ne ha guidato il rilancio, racconta la svolta dell’automazione e il passaggio al fondo Equinox.

Il bilancio 2025 di Modulblok si chiude con ricavi per 42,9 milioni di euro, il 32,3% in più rispetto ai 32,5 milioni del 2024. L’utile netto sale a 2,28 milioni, contro 1,22 milioni dell’esercizio precedente. Il gruppo conta oggi 160 dipendenti. Sono i risultati di un’azienda che compie cinquant’anni. Fondata nel 1976 a Pagnacco, alle porte di Udine, da Bruno e Livio Petrei, Modulblok produceva allora scaffalature in legno, in modo ancora artigianale: tra i primi clienti, la Rinascente di Milano. Oggi progetta e costruisce magazzini automatizzati alti 26 metri.

Negli anni Settanta la scaffalatura cominciava appena a entrare nell’organizzazione di fabbrica, e i carrelli elevatori erano ancora una novità. “Erano un elemento d’avanguardia”, ricorda Mauro Savio, oggi presidente onorario. La prima svolta industriale arriva negli anni Novanta ad Amaro, con l’acquisizione di un’azienda di verniciatura a polveri. Fino ad allora il trattamento protettivo dell’acciaio era affidato all’esterno; internalizzarlo significava controllare una fase decisiva. Attorno a quel sito crescono nuovi capannoni, mentre Pagnacco resta sede direzionale. Nel 2015 tutta la produzione viene concentrata ad Amaro, per eliminare i trasferimenti di merce tra le due sedi. Il sito, nel Carnia industrial park, supera oggi i 20 mila metri quadrati.

Savio entra in azienda nel 2006 come socio di minoranza. Nel 2011 il bilancio registra una perdita di circa due milioni su 20 milioni di fatturato, aggravata da tensioni nella gestione. L’imprenditore di Majano sale allora al controllo e nel 2012 diventa amministratore unico. Il lavoro riguarda i conti, ma soprattutto le persone. “Se volevamo evitare che l’azienda andasse gambe all’aria, c’era bisogno di remare nella stessa direzione”, è il messaggio che rivolge ai dipendenti. Già l’anno seguente i conti tornano in positivo. Per lui il capitale umano pesa quanto i macchinari: “Nessuno meglio di chi sta facendo un lavoro, anche il più basico, può dare suggerimenti per migliorare”. Il salto più recente è il passaggio dalle scaffalature tradizionali ai sistemi automatizzati, in cui navette, elevatori e software gestiscono la movimentazione. Si tratta di magazzini autoportanti: la struttura di stoccaggio regge anche copertura e rivestimento. “Non sono più scaffali inseriti in un edificio già costruito, ma impianti integrati”, spiega.

L’esempio è l’impianto di Villesse, realizzato per Ondulati e Imballaggi del Friuli: 26 metri di altezza, 13 livelli, 8.100 pallet e fino a 1.500 movimentazioni al giorno. Elevatori (in verticale) e navette (in orizzontale) fanno tutto il lavoro, e negli spazi di stoccaggio non servono operatori, con un evidente beneficio per la sicurezza. Per rafforzare le competenze, nel 2019 Modulblok ha acquisito la toscana Logaut, specializzata in sistemi a navetta e titolare del brevetto Rider, il dispositivo che si muove su guide e sposta i pallet a grande velocità. Il grosso dell’attività, tra il 75 e l’80%, resta in Italia. Cresce però il peso dei progetti internazionali. L’accordo con Toyota Material Handling vale circa il 15% del fatturato e riguarda soprattutto Europa e Stati Uniti. Negli Usa il gruppo ha firmato di recente anche un contratto con Continental da circa quattro milioni di euro.

Per garantire continuità, Mauro Savio ha pianificato il passaggio generazionale. Le trattative con il fondo Equinox, avviate a inizio 2023, si sono chiuse a giugno con la cessione del 60% del capitale. Non ha ritenuto che la soluzione fosse affidare l’azienda ai figli. L’operazione è stata finanziata con capitale proprio del fondo, “senza caricare la società di nuovo debito”. Savio, che detiene ancora il 40%, da aprile non ha più deleghe operative. “Per me l’impresa non è mai stata mia. L’impresa è l’impresa”, dice. La prossima fase prevede acquisizioni e aggregazioni, a una condizione: “Rispettare e conservare l’identità dell’azienda”.

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