In un contesto internazionale sempre più instabile, segnato dalle tensioni in Medio Oriente e dalle incertezze sui mercati energetici, le utility italiane si trovano ad affrontare una delle fasi più complesse degli ultimi anni. È questo il quadro emerso nel corso di Top Utility, evento promosso da Althesys in collaborazione con Utilitalia, che ogni anno fotografa lo stato di salute dei servizi pubblici nei settori energia, acqua e rifiuti.
Secondo Luca Dal Fabbro, Presidente di Utilitalia e del Gruppo Iren, la parola chiave per il 2026 sarà “incertezza”. Un sentimento che non riguarda solo gli scenari geopolitici, aggravati dalle recenti tensioni nello Stretto di Hormuz, ma anche il quadro normativo nazionale ed europeo. Le modifiche al mercato elettrico, come quelle introdotte dal decreto Bollette, rischiano infatti di incidere profondamente sugli equilibri economici del settore. “Ci troviamo in uno scenario complesso all’interno della transizione ecologica – ha sottolineato il Presidente – nel quale le utility giocano un ruolo fondamentale. Il quadro attuale rafforza la necessità di accelerare su autonomia energetica europea, sviluppo delle rinnovabili, efficienza energetica e diversificazione delle fonti”.
La crisi energetica globale ha riportato al centro un tema già emerso nel 2022: la vulnerabilità dell’Europa rispetto alla dipendenza energetica esterna. Le difficoltà nel trasporto di gas liquefatto dal Qatar, dovute alle tensioni con l’Iran, rappresentano un ulteriore segnale d’allarme. In questo contesto, Luca Dal Fabbro ha individuato una priorità chiara: il repowering degli impianti fotovoltaici esistenti. “In Italia – ha ricordato – disponiamo di impianti con 15-20 anni di operatività, per una potenza complessiva di 70.000 megawatt di energia rinnovabile: sostituirli con tecnologie di ultima generazione permetterebbe di raddoppiare la produzione a parità di strutture, garantendo un impatto ambientale nullo”. Accanto al rilancio delle rinnovabili, il Presidente di Utilitalia non ha escluso la possibilità di nuove infrastrutture per il gas, come un rigassificatore dotato di capacità di stoccaggio, ritenuto oggi un potenziale strumento strategico per rafforzare la sicurezza energetica nazionale ed europea. Nonostante le criticità, il settore delle utility continua a dimostrarsi resiliente. Gli investimenti restano sostenuti, anche grazie alla spinta del PNRR, in scadenza nel 2026. Lo studio presentato da Althesys sulle utilities italiane ha individuato quattro direttrici di sviluppo per il futuro: innovazione dei processi, riallocazione degli investimenti verso infrastrutture strategiche, digitalizzazione per migliorare efficienza e qualità, e rafforzamento dell’equilibrio finanziario. Secondo l’economista Alessandro Marangoni, il settore mostra segnali positivi: margini in crescita e indebitamento in calo, nonostante una riduzione del valore della produzione. Per sostenere questa traiettoria, resta però fondamentale garantire stabilità normativa e accelerare gli iter autorizzativi.
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