La terza tappa del roadshow UniCredit Start Lab 2026 ha fatto tappa a Viterbo, nell’Aula Magna dell’Università degli Studi della Tuscia, con un focus pratico su trasferimento tecnologico, collaborazione tra università e imprese e strumenti utili per sostenere la crescita di una nuova iniziativa imprenditoriale. L’obiettivo della giornata è stato chiaro: mettere in relazione ricerca, mercato e capitali, con un taglio concreto su modelli di sviluppo e scelte finanziarie per chi sta costruendo una startup.
Il contesto regionale aiuta a capire perché il Lazio sia stato al centro dell’incontro. La regione si conferma tra le più attive in Italia sul fronte dell’innovazione tecnologica, con 1.778 realtà innovative su 14.978 a livello nazionale. Numeri che raccontano un ecosistema in movimento, dove la domanda di competenze scientifiche incontra sempre più spesso la necessità di scalare prodotti e servizi, attrarre investitori e strutturare partnership industriali.
Ad aprire i lavori sono stati Emanuele Blasi, Delegato della Rettrice alla Valorizzazione della Conoscenza, e Luca Rosati, Responsabile Territorial Development Centro Italia di UniCredit. A seguire, gli interventi di Thaira Grom (Start Lab & Development Programs) e del professor Stefano Ubertini, ordinario di Macchine e Sistemi per l’Energia e l’Ambiente, hanno dato cornice ai temi del day-one: dalla valorizzazione della ricerca alle traiettorie più richieste dal mercato. La tavola rotonda “Come finanziare una startup” ha poi riunito competenze complementari, con Stefano Penna (Fondazione Roma Technopole), Elena Martelli (Zest Investments), Daniele Sciarrini (Mediocredito Centrale) e Silvia Bulla (UniCredit), fino alla testimonianza finale di Leonardo Geronzi, CEO e Co-Founder di LivGemini, pensata per riportare tutto sul piano dell’esperienza reale.
Dentro questo scenario, UniCredit Start Lab continua a posizionarsi come piattaforma per startup e PMI innovative: non solo visibilità, ma un percorso strutturato fatto di servizi, connessioni e opportunità di crescita. Per il 2026 restano cinque aree guida che intercettano i principali trend: Clean Tech, Innovative Made in Italy, Digital, Life Science e Impact Innovation. Un perimetro che copre transizione energetica, Industria 5.0, AI, fintech, IoT, digital health e soluzioni capaci di generare impatto sociale o ambientale misurabile.
La selezione prevede dieci realtà per ciascuna categoria, con accesso a business e investment matching, apertura verso il network internazionale UniCredit e iniziative come il Global Startup Program di ICE. Nel pacchetto rientrano anche programmi per female founders, percorsi dedicati all’impatto, formazione manageriale avanzata tramite Startup Academy, mentorship con esperti dell’ecosistema e un gestore UniCredit dedicato. Per le prime classificate di ogni area è previsto anche un premio da 10.000 euro: un incentivo economico che, insieme alle connessioni strategiche, può accelerare davvero il passaggio dalla validazione al mercato.

