Serenissima Ristorazione compie un passo importante nel proprio percorso verso una gestione sempre più responsabile e trasparente, presentando il primo Report di Sostenibilità redatto secondo i criteri della Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), la direttiva europea che introduce standard comuni e comparabili per la rendicontazione ESG.
L’azienda ha scelto di anticipare gli obblighi normativi, adottando volontariamente i criteri previsti dalla CSRD per valutare l’impatto della sostenibilità sui risultati economico-finanziari e gli effetti delle proprie attività sull’ambiente e sulle persone. Con oltre 650 milioni di euro di fatturato nel 2025, più di 11.000 collaboratori e collaboratrici e circa 50 milioni di pasti serviti ogni anno, ha coinvolto nel processo di rendicontazione tutte le 14 società del Gruppo, comprese la capogruppo e le realtà estere attive in Spagna e Polonia. “Rendicontare è l’unico modo per poter davvero gestire il percorso verso la sostenibilità: misurare ci consente di capire dove intervenire, definire priorità e agire in maniera strategica lungo la filiera, coinvolgendo tutti gli stakeholder – ha dichiarato il Vicepresidente Tommaso Putin – È solo attraverso la trasparenza e la responsabilità che possiamo costruire valore duraturo per l’impresa, per le persone e per l’ambiente”.
Uno degli elementi centrali del Report è la misurazione della Carbon Footprint di Organizzazione secondo standard internazionali. L’analisi evidenzia come le emissioni Scope 1 e Scope 2 rappresentino circa l’8% del totale. Le emissioni complessive ammontano a 240.107 tonnellate di CO₂ equivalente, mentre il 92% delle emissioni deriva invece dalle Scope 3, cioè dalle attività lungo la catena del valore. Questo dato conferma come l’impatto diretto della produzione dei pasti sia relativamente contenuto, mentre la principale sfida ambientale si concentra lungo la filiera, che include fornitori di materie prime, trasporti, logistica e gestione dei rifiuti. Per affrontare questa sfida, Serenissima Ristorazione ha avviato un percorso strutturato di coinvolgimento dei fornitori, con audit e monitoraggi specifici per i partner considerati più critici per volumi o tipologia di attività. Le azioni intraprese includono: qualificazione ESG dei fornitori; condivisione di dati ambientali e di tracciabilità; promozione di imballaggi riciclabili o riutilizzabili; preferenza per formati multi-porzione per ridurre trasporti ed emissioni; valorizzazione dei fornitori locali per accorciare le distanze e sostenere i territori. Sul fronte energetico, l’azienda registra un consumo complessivo di circa 52.000 MWh e ha fissato un obiettivo di riduzione del 5%, pari a circa 2.600 MWh. Si tratta di un valore equivalente al consumo annuo di quasi 1.000 famiglie italiane. Il piano prevede quindi interventi di efficientamento degli impianti, l’ottimizzazione dei processi produttivi e l’introduzione di sistemi avanzati di gestione dell’energia.
La sostenibilità per Serenissima Ristorazione riguarda anche la dimensione sociale. Il 73,4% del personale della capogruppo è infatti composto da donne, mentre nell’alta dirigenza la presenza femminile raggiunge il 43%. Un impegno formalizzato anche attraverso la certificazione UNI/PdR 125:2022 sulla Parità di Genere. Le analisi annuali delle retribuzioni per genere, le azioni per ridurre eventuali gap salariali nelle fasce dirigenziali e il monitoraggio di KPI legati allo sviluppo professionale basato sulle competenze rientrano tra gli obiettivi dichiarati. Significativo anche l’investimento in formazione e sicurezza: nella sola capogruppo sono state erogate circa 50.000 ore di formazione nel 2024. Il percorso di rendicontazione ha portato anche a un’evoluzione della governance aziendale. Dal 2025 è stato istituito formalmente un Comitato ESG, guidato da Tommaso Putin, con il compito di integrare in modo sistematico i criteri ambientali e sociali nei processi decisionali. Il Comitato rappresenta uno strumento strategico per garantire coerenza tra gli obiettivi di sostenibilità, la gestione dei rischi, la strategia aziendale e il coinvolgimento degli stakeholder lungo tutta la filiera. Parallelamente, Serenissima Ristorazione ha avviato anche un processo di qualifica ESG dei partner, con l’obiettivo di tracciare e ridurre i rischi lungo la catena del valore e rafforzare il presidio anche sotto il profilo della governance.



