Luca de Meo
Unione Europea

L’intervista al CEO di Renault Group Luca de Meo: l’UE dovrebbe pensare a una strategia migliore

Troppe regole e poca strategia nel disegno europeo relativo allo sviluppo economico del Vecchio Continente. Potrebbe essere riassunto così il pensiero di Luca de Meo, CEO di Renault Group e Presidente dell’ACEA, l’Associazione Europea dei Costruttori di Auto. In una recente intervista, il manager tocca diversi temi d’attualità che interessano il settore delle automobili ed esorta l’Unione Europea a cambiare strategia.

In primo luogo, Luca de Meo si interroga sull’eccessiva regolamentazione da parte di Bruxelles, che non fa che ostacolare la crescita economica dell’Unione, rendendola sempre meno competitiva rispetto ai Paesi situati al di fuori dell’UE. “Se dovessi riassumere, – osserva il Presidente dell’ACEA – direi che gli Stati Uniti tendono a stimolare l’attività economica, la Cina tende a guidarla, e l’Unione europea tende a regolamentarla”. Il problema risiede nel fatto che regolamentare “non basta per creare una strategia o una politica”. Non solo le tante regole sul fronte della tutela ambientale, ma anche le numerose scadenze e sanzioni rendono sempre più difficile la competizione con l’industria cinese o americana. “Siamo a favore della transizione ambientale, certo non l’abbiamo rifiutata”, assicura il CEO di Renault Group, secondo il quale sarebbe di gran lunga più profittevole “avere una strategia complessiva”.

Il manager prosegue soffermandosi in particolare su due capitoli alquanto controversi. Il primo relativo all’accordo del 2020 tra Regno Unito e Unione Europea che impone, a partire dal 2024, che il 45% di una auto elettrica nell’import-export con la Gran Bretagna sia europeo. Nel caso di mancato rispetto della regola, le società saranno tenute a versare dazi del 10%. “Sono regole impossibili da rispettare”, commenta Luca de Meo, ricordando che ad oggi gran parte delle batterie non sono ancora prodotte in Europa. “La vicenda sta mettendo sotto pressione l’industria europea proprio in un momento in cui l’establishment politico vuole promuovere la produzione industriale sul territorio comunitario”, prosegue. Si rischia un mancato export per miliardi di euro.

Il secondo tema controverso riguarda invece le emissioni auto con motori Euro 7. Il CEO di Renault Group riporta i risultati di uno studio condotto da Frontier Economics e commissionato da ACEA, secondo il quale la normativa sulle emissioni comporterà un aumento dei costi di produzione di 2.000 euro per auto, tra l’altro senza vantaggi ambientali che siano davvero significativi.

Attraverso la regolamentazione, la Commissione Europea sta cercando di completare il mercato unico, creando al contempo nuovi standard da imporre a livello internazionale. Nel campo automobilistico, però, gli effetti potrebbero essere deleteri. “Le case produttrici non hanno l’incentivo a seguire le regole europee, perché il mercato è soprattutto altrove”, fa notare Luca de Meo, attualmente impegnato a far nascere il “più grande ecosistema europeo per la produzione di auto elettriche” nel Nord della Francia. “Vogliamo difendere la produzione europea, ma per questo abbiamo bisogno dell’appoggio dei regolatori e dei politici, anziché dover affrontare scadenze e punizioni”, conclude il CEO.

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